
La
regione Indopacifica includente i
due oceani Indiano e Pacifico presenta
una fauna particolarmente rigogliosa
e con una fisionomia ben definita.
L'Oceano Indiano con le sue propaggini
è quasi interamente situato
nella zona equatoriale; le sue aree
coralline sono particolarmente sviluppate
lungo le coste africane sino alla
Somalia, dove a causa della risalita
di acque fredde viene impedito lo
sviluppo di coralli. Lo stesso fenomeno
si verifica lungo le coste meridionali
della penisola arabica, del Pakistan
e del Mare Arabico risentendo queste
anche dell'apporto di acque dolci
e sedimenti da parte dei fiumi. Maggiormente
conosciute sono invece le barriere
delle numerosa isole sparse in questo
Oceano, fra le quali spiccano il Madagascar
per la sua estensione, le oltre 40
isole dell'arcipelago delle Seychelles
e le isole vulcaniche Reunion e Mauritius.
Particolarmente interessanti sono
poi le formazioni coralline delle
isole Laccadive, di Sumatra, Giava
e Phuket, e dell'arcipelago delle
Maldive, con le sue circa mille isole
di cui alcune ancora in via di formazione.
Per quanto concerne i coralli di questa
ultima zona menzionata, oggetto di
intenso studio, si suppone che il
loro sbiancamento sia da imputare
principalmente ad un progressivo innalzamento
della temperatura dell'acqua fino
a 31/32°C, collegato alle corrente
del Pacifico sudorientale El Nino,
che oltre a provocarne la morte ha
anche favorito la comparsa di alghe
mai descritte in questa area. Queste,
depositandosi sui coralli stessi,
schermano la luce solare ed impediscono
la sopravvivenza delle alghe simbionti
presenti al loro interno. Da sottolineare
che indagini effettuate hanno rivelato
che un innalzamento prolungato della
temperatura media estiva di soli 2°C
è sufficiente a causare lo
sbiancamento, mentre una prolungata
variazione di 4°C superiore ai
valori massimi sopportabili dai madreporari
ha provoca la morte del 90-95% dei
coralli.
I fondali relativamente poco profondi
dell'Asia sudorientale (Malesia, Borneo,
Filippine) favoriscono lo sviluppo
di barriere di piattaforma, barriere
di frangenti ed atolli, determinando
una delle fasce più ricche
di vita dell'intero Indopacifico,
al cui livello è possibile
rinvenire molte specie endemiche.
L'Oceano Pacifico occidentale comprende
invece una vasta regione caratterizzata
da numerose isole, come le Fiji, le
Nuove Ebridi, l'arcipelago delle Tonga,
le Samoa, le Cook, le circa 120 isole
vulcaniche e coralline costituenti
la Polinesia, gli atolli, circa 80,
delle Tuamotu e le Hawaii, con reef
costituiti spesso per lo più
da alghe incrostanti.

Numerose
sono le specie ittiche dell'Indopacifico,
circa 4000 solo nell'Oceano Indiano,
fra cui oltre alle varie tipologie
di squalo ("squalo balena",
"squalo nutrice", "squalo
tappeto" con corpo appiattito
ed adattato alla vita sul fondo, "squalo
pinne nere", "squalo grigio
di scogliera" e "squalo
martello"), è possibile
trovare la manta, il "pesce coccodrillo"
(Cociella crocodila) diffuso dall'Oceano
Indiano alle Filippine, i pesci volanti
ed il "black marlin" (Makaira
indica); inoltre diversi sgombroidi
e varie altre famiglie, di cui alcune
tipicamente tropicali, sono proprie
dell'Indopacifico.